22 Ottobre 2020
Si è svolta ieri, 21 ottobre, in modalità on-line, la conferenza di medio termine del progetto RESPONSe, dedicata al tema dei cambiamenti climatici e all’adozione di strategie intelligenti di risposta da parte delle municipalità costiere adriatiche.
RESPONSe, infatti, è un progetto finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia, focalizzato a supportare i responsabili delle politiche locali delle due sponde dell’Adriatico, quella italiana e quella croata, nella adozione di governance intelligenti in risposta agli impatti e ai rischi causati dai cambiamenti climatici sul territorio di loro competenza.
Dopo i saluti introduttivi da parte dei rappresentanti degli enti croati organizzatori della conferenza, il Servizio croato per la Meteorologia e l’Idrologia (DHMZ) nella persona della direttrice, prof.ssa Branka Ivancan-Picek, e da parte della vice-direttrice dell’Istituto croato di Oceanografia e Pesca (IZOR), prof.ssa Živana Nincevic Gladan, nonché della dott.ssa Diana Gracin Petrovic del Segretariato Congiunto Italia-Croazia e del dott. Ivan Curzolo, direttore di Informest, lead partner in RESPONSe, la conferenza ha sviluppato i temi più propriamente scientifici e tecnici.
Lia Gover, project manager di RESPONSe, ha illustrato brevemente le attività e le finalità del progetto, lasciando a Ivan Guettler la presentazione dell’analisi dei dati meteorologici e oceanografici condotta nelle aree pilota dislocate lungo il mare Adriatico, che, da una parte, ha evidenziato l’evoluzione storica del cambiamento del clima nelle regioni e, dall’altra, ha fornito alcuni spunti di riflessione per la possibile evoluzione futura. Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), prof. Miroslav Gacic e prof.ssa Vedrana Kovacevic, hanno posto l’attenzione sul “dialogo” esistente tra il Mar Adriatico e il Mar Ionio, con alcune considerazioni sugli effetti che il futuro cambiamento climatico potrà avere su tale correlazione. Cambiamenti nella frequenza degli eventi ventosi di bora, incrementi nella salinità e nella temperatura dell’acqua del Mediterraneo, frequenza delle inversioni ioniche di circolazione sono solo alcuni degli elementi indicati dai due esperti, che hanno spiegato nel dettaglio anche gli studi attualmente in corso a livello di laboratorio.
La seconda parte della conferenza ha ospitato quattro gruppi di lavoro dedicati alla valutazione della vulnerabilità territoriale, al coinvolgimento degli attori locali nelle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, ai sistemi di allerta come strumento di supporto e ai finanziamento alle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, all’interno dei quali è stato più attivo il coinvolgimento di tutti i partecipanti, circa un’ottantina, collegati non solo dall’Italia e dalla Croazia, ma anche da altri paesi europei.
Temi importanti e oggetto di riflessione per la continuazione del progetto, il cui principale obiettivo è quello di realizzare strumenti di sostegno alla pianificazione territoriale delle città costiere adriatiche (in particolare nelle sei aree pilota di Lignano Sabbiadoro, Montemarciano e Brindisi in Italia, Cres, Šibenik e l’estuario della Neretva in Croazia) e di dare sostegno alle amministrazioni pubbliche nella redazione dei SECAP, i Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima. Il tutto entro la fine del 2021, quando il progetto si concluderà.
https://www.italy-croatia.eu/web/response
Il progetto mira a responsabilizzare i responsabili delle politiche locali per consentire approcci di governance climatici intelligenti e promuovere la vita sostenibile nelle aree marine e costiere dell’Adriatico. Il progetto fornisce gli strumenti per promuovere un’efficace elaborazione delle politiche sull’adattamento climatico a livello locale e per supportare il processo decisionale strategico su come affrontare al […]