4 Maggio 2010
Baku, due milioni e mezzo di abitanti, città moderna e dall’aspetto occidentale, è la capitale di uno Stato giovane e in pieno sviluppo economico, che non si fa fatica ad assimilare ad uno Stato europeo. L’Azerbaijan è un Paese che negli ultimi anni ha fatto registrare performance economiche straordinarie: nonostante la difficile congiuntura internazionale, l’economia azera è cresciuta del 10,8% nel 2008 e del 9,3% nel 2009. Nel triennio precedente (2005-2007) è cresciuta addirittura ad un ritmo del 28,5% l’anno, una media da far impallidire la Cina. L’Italia è il primo partner commerciale del Paese, e detiene da sola quasi un quarto dell’intero ammontare degli scambi con l’estero. Informest ha fatto parte della missione economica istituzionale, con imprese al seguito, organizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’ICE nelle giornate del 25-27 aprile 2010.
Baku, due milioni e mezzo di abitanti, città moderna e dall’aspetto occidentale, è la capitale di uno Stato giovane e in pieno sviluppo economico, che non si fa fatica ad assimilare ad uno Stato europeo. Baku, la “città del vento”, è distesa sul Mar Caspio lungo una penisola che disegna un golfo simile a quello di Napoli, città con cui è gemellata proprio per questo motivo. Arrivando in volo dall’Europa, a mezz’ora dall’atterraggio, può capitare di vedere uscire di netto dal tappeto di nubi la sagoma imponente del monte Elbrus, totalmente coperto di neve, 5.642 metri che ne fanno di gran lunga, secondo alcuni, il “monte più alto d’Europa”. Riconoscere questo primato implica considerare il Caucaso parte integrante del continente europeo, come in effetti pare naturale a gran parte della gente che vive in questi luoghi.
A Baku, la voglia d’Europa si sente e si vede. La città si sta ridisegnando, sotto il profilo urbanistico, secondo standard tipicamente europei. La presenza di uomini d’affari inglesi, francesi, tedeschi, insieme con americani e russi, è consistente. D’altra parte l’Azerbaijan è un Paese che negli ultimi anni ha fatto registrare performance economiche straordinarie: nonostante la difficile congiuntura internazionale, l’economia azera è cresciuta del 10,8% nel 2008 e del 9,3% nel 2009. Nel triennio precedente (2005-2007) è cresciuta addirittura ad un ritmo del 28,5% l’anno, una media da far impallidire la Cina.
L’Italia è il primo partner commerciale del Paese, e detiene da sola quasi un quarto dell’intero ammontare degli scambi con l’estero, ma su questo punto occorre sottolineare che si tratta praticamente di uno scambio a senso unico, dal momento che l’Italia esporta pochissimo (appena il 2,6% delle importazioni azere proviene dall’Italia), mentre è di gran lunga il primo importatore, andando a coprire oltre il 40% del totale delle esportazioni del Paese (soprattutto gas e combustibili fossili). In effetti, l’economia dell’Azerbaijan dipende ancora fortemente dal gas e dal petrolio, e la diversificazione dell’economia rappresenta il principale obiettivo di medio termine dell’agenda del Governo.
L’Italia esporta soprattutto escavatrici, macchine, impianti meccanici, e rubinetteria industriale destinata all’industria petrolifera. Le grandi imprese italiane di costruzioni stanno entrando con successo nel Paese, lanciato in imponenti opere di riqualificazione urbana e di sviluppo delle infrastrutture: a titolo di esempio, la Codest, del gruppo Rizzani de Eccher, sta costruendo il prestigioso hotel Four Seasons sul ‘waterfront’ di Baku, ad un passo dalla città vecchia, e l’illuminazione pubblica delle strade di Baku è opera dell’italiana Guzzini.
Dal punto di vista delle relazioni con l’Europa, nel giugno del 2004 l’Azerbaijan, già beneficiario del programma TACIS, è stato incluso, insieme agli altri Paesi del Caucaso, tra i destinatari della cosiddetta ‘European Nighbourhood Policy’ (ENP). A seguito di ciò, nel novembre del 2006 è stato approvato un piano quinquennale di interventi comunitari in diversi settori della vita sociale ed economica del Paese, del valore complessivo di 92 milioni di Euro. Il programma prevede l’avvio di progetti di sviluppo e di riforme strutturali, tra l’altro, nei settori dell’istruzione superiore, della ricerca scientifica, dell’energia, dei trasporti e della tutela ambientale.
Informest ha fatto parte della delegazione economica istituzionale, con imprese al seguito, organizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’ICE nelle giornate del 25-27 aprile 2010. Alla missione hanno partecipato 18 imprese italiane, che hanno potuto incontrare a Baku 45 imprese azere, operanti prevalentemente nei settori dell’energia, della sicurezza, della logistica, delle costruzioni e dell’alimentare. Nell’occasione, il viceministro dello Sviluppo Economico, on. Adolfo Urso, ed il suo omologo azero, on. Niyazi Safarov, hanno firmato un protocollo d’intesa bilaterale per il consolidamento dei rapporti economici e commerciali tra i due Paesi.
Nel corso della due giorni azera, Informest ha approfondito, in particolare, i contatti istituzionali con l’Università di Baku e con l’ufficio della Commissione Europea che segue il programma Tempus in Azerbaijan, il principale programma comunitario di riforma dell’educazione superiore e di sviluppo della cooperazione universitaria, cui l’Azerbaijan è eleggibile. Durante i colloqui avvenuti a Baku, è stato richiesto ad Informest di intervenire come coordinatore di una serie di iniziative di partenariato tra gli enti accademici azeri e quelli italiani, in particolare nel settore del restauro dei beni architettonici e nel settore dell’ingegneria civile. Si tratta di ambiti rispetto ai quali la Regione Friuli Venezia Giulia, in particolare, può vantare eccellenze di rilievo internazionale, come il Centro di Catalogazione e Restauro dei Beni Culturali di Villa Manin.