2 Novembre 2026
di Graziano Lorenzon – Direttore INFORMEST
A 250 anni dalla pubblicazione de La ricchezza delle nazioni, la riflessione di Adam Smith conserva una sorprendente attualità per comprendere le trasformazioni economiche e territoriali del nostro tempo. Produttività, divisione del lavoro, mercati e istituzioni diventano le chiavi per interrogarsi non soltanto su come si genera ricchezza, ma su come i territori possano costruire sviluppo e nuove opportunità in un contesto segnato da intelligenza artificiale, transizione tecnologica, competizione globale e cambiamenti geopolitici.
La tecnologia, da sola, non garantisce infatti crescita e competitività. La capacità di innovare dipende dalle competenze, dall’organizzazione produttiva, dalla ricerca, dalle infrastrutture e dalle relazioni tra imprese, istituzioni, università e comunità. Allo stesso modo, l’apertura dei mercati crea opportunità, ma non assicura che tutti i territori possano beneficiarne nella stessa misura.
Da questa prospettiva nasce il concetto di territorio anticipatore: un ecosistema capace di riconoscere i segnali del cambiamento, comprenderne le implicazioni e sviluppare per tempo conoscenze, competenze e strategie. È il passaggio dalla Smart Region alla Wise Region, dalla tecnologia considerata come obiettivo alla capacità collettiva di utilizzarla come leva di sviluppo. Una Wise Region deve saper apprendere, anticipare, connettere e governare, trasformando le risorse disponibili in capacità condivise.
La sfida riguarda soprattutto i territori più fragili. Coesione e innovazione non devono essere considerate alternative, ma parti della stessa strategia. L’obiettivo diventa costruire territori capaci di valorizzare le specializzazioni esistenti, sviluppare nuove attività, trattenere competenze e prepararsi alle trasformazioni future. Duecentocinquant’anni dopo Adam Smith, la ricchezza può così essere riletta come capacità di costruire futuro.