Cooperazione FVG: la Comunità di Pratiche si consolida tra coprogettazione, reti territoriali e grandi sfide globali

23 Giugno 2026

La Comunità di Pratiche (CdP) per la Cooperazione internazionale allo sviluppo della Regione Friuli Venezia Giulia ha tenuto mercoledì 17 giugno la sua assemblea plenaria, confermandosi un’iniziativa strategica a lungo termine inserita nella programmazione regionale per il quadriennio 2024-2028.

L’obiettivo cardine emerso dall’incontro, aperto da Giulio Tarlao dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza FVG, è l’evoluzione della CdP: trasformarsi da una struttura supportata dall’amministrazione regionale a una piattaforma autonoma, inclusiva e collaborativa, capace di superare la logica del mero finanziamento regionale per generare una leadership diffusa e connettere capillarmente i territori.

Gestito sul piano operativo dai soggetti attuatori Informest e InCE-CEI (attivati ai sensi della Legge regionale 19/2000), il progetto ha tracciato il bilancio degli ultimi dodici mesi di attività attraverso le relazioni di Walter Goruppi (Informest) e Carlo Fortuna (InCE-CEI). Nonostante le sfide legate al coinvolgimento del territorio, tutte le azioni intraprese sono state il frutto degli input diretti degli operatori regionali della CooS. In particolare, nella fase appena conclusa, si è vista la realizzazione di importanti laboratori formativi incentrati sulla costruzione progettuale tramite laTheory of Change, sui processi progettuali partecipativi e sulla gestione finanziaria e rendicontazione dei progetti europei, riuscendo a bilanciare le esigenze di enti esperti e realtà minori.

Parallelamente, sono stati avviati webinar e seminari operativi su tematiche cruciali espresse dalla comunità a inizio 2025, quali Acqua e Ambiente, Sviluppo Economico Inclusivo e Salute Mentale, quest’ultimo culminato nella proposta di un tavolo di lavoro permanente dopo aver registrato l’adesione di aziende sanitarie e associazioni della Regione. Sul fronte della comunicazione, sono stati attivati i canali social (Linkedin e Facebook), i nuovi indirizzi email della Comunità e un portale web che attende ora il contributo di contenuti da parte dei membri.

Guardando al futuro, la ripresa dei lavori a settembre si focalizzerà sulle concrete opportunità di coprogettazione offerte dai nuovi bandi dell’Unione Europea e dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo). Walter Goruppi ha delineato gli obiettivi della terza fase, spiegando che la Comunità di pratiche FVG dovrà agire come sensore territoriale e facilitatore di reti attraverso attività di mappatura, ascolto, matching di competenze e l’attivazione di tavoli tecnici stabili, tutti argomenti per i quali risulterà determinante il contributo degli operatori interessati. Si punterà inoltre a rafforzare la comunicazione bidirezionale, valutando l’inserimento di un canale WhatsApp, e a implementare la piattaforma web.

Il cuore del dibattito strategico è stato guidato da Graziano Lorenzon, dirigente di Informest, che ha stimolato una profonda riflessione sul cambio di paradigma della cooperazione, definita come una vera e propria “politica di futuro” che deve nascere dal basso. Lorenzon ha introdotto il concetto di MAIDAS (Marginal Areas In Developed Areas), ovvero le disuguaglianze interne ai territori sviluppati, e ha spinto la CdP a superare la visione lineare e l’esclusivo focus sul finanziamento locale per intercettare i “segnali deboli” delle rapide trasformazioni globali. La visione sul lungo periodo prevede la transizione verso un’infrastruttura intelligente per la coprogettazione di beni pubblici globali (come clima, salute e biodiversità), articolata su quattro missioni chiave: Foresight e intelligenza territoriale, un Laboratorio di governance trasformativa, una Piattaforma per la diplomazia territoriale e un’Academy per le leadership di transizione.

Il successivo dibattito con i presenti ha raccolto gli stimoli degli operatori locali. Luisa Sello (Ass. Amici della Musica Udine) ha chiesto chiarimenti sui criteri di esclusione dei bandi e sulla selezione geografica dei paesi prioritari, tema su cui Tarlao ha precisato che la scelta regionale di ridurre i paesi a 15 risponde a un assessment OCSE volto a limitare la frammentazione dei fondi. L’operatore Marco Iob (CVI) ha espresso forte apprezzamento per le linee di Lorenzon, sollevando tuttavia una critica su una presunta incoerenza della politica regionale (in merito alla partecipazione a bandi AICS in Kenya o Tanzania, non prioritari per i bandi FVG) e auspicando che la CdP partecipi attivamente alla co-programmazione del prossimo programma triennale regionale, valorizzando tutti gli attori del terzo settore.

Nelle repliche conclusive, il funzionario regionale Tarlao ha chiarito che il progetto in Kenya è un’eccellenza della pesca attivata su richiesta specifica del MAECI nell’ambito della cooperazione decentrata e non una contraddizione. Infine, Carlo Fortuna ha ribadito l’importanza della dimensione formativa e culturale, ricordando che i webinar sono solo un innesco: il vero successo della CdP FVG – prima realtà di questo tipo in Italia e tra le più avanzate nel panorama nazionale – dipenderà dalla partecipazione attiva di tutti i membri all’interno dei tavoli di lavoro, essenziali per sedimentare competenze e far nascere relazioni durature.

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Comunità di pratiche 2

Comunità di pratiche 2

Il progetto mira a rafforzare la governance della Comunità, promuovendo co-progettazione attiva tra operatori e stakeholder. Le attività includono management, formazione, creazione di un ecosistema digitale e comunicazione strategica. Si prevede la produzione di deliverable chiari e specifici, come report e materiali formativi, per garantire impatti concreti, duraturi e misurabili, allineandosi con l’Agenda 2030.

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