17 Febbraio 2026
Questo lavoro è frutto di una riflessione che prende le mosse dal rapporto McKinsey sulle deep tech, interpretato non tanto come analisi delle principali traiettorie tecnologiche emergenti, ma come strumento critico per valutare la loro integrazione nelle politiche di sviluppo territoriale dell’Unione europea.
In un contesto caratterizzato da crescenti divari tra aree centrali e territori marginali all’interno delle aree sviluppate, il potenziale trasformativo delle tecnologie avanzate sollecita una riflessione approfondita sulla capacità dell’Europa di coniugare competitività, coesione sociale e coerenza territoriale.
Il contributo, di Graziano Lorenzon, direttore di Informest, incrocia le evidenze del rapporto McKinsey con il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 e le politiche europee per l’innovazione (STEP), ponendo particolare attenzione al ruolo della Strategia di Specializzazione Intelligente (S4) come dispositivo chiave per ancorare le deep tech ai contesti locali. La S4 viene letta non come mero strumento di prioritizzazione tecnologica, ma come processo di governance orientato alla scoperta imprenditoriale, alla valorizzazione degli asset territoriali e alla costruzione di traiettorie di sviluppo coerenti con le capacità reali dei territori, in particolare di quelli marginali.
Il lavoro evidenzia come l’adozione acritica di modelli di innovazione ad alta intensità tecnologica rischi di entrare in tensione con i principi fondativi della S4, trasformandola in un esercizio formale e svuotato di impatto. Al contrario, l’analisi propone di riposizionare le deep tech e la piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP) all’interno di strategie di specializzazione capaci di integrare dimensione tecnologica e obiettivi di coesione, rafforzando le competenze locali, le reti di collaborazione e la capacità istituzionale dei territori meno centrali. In questa prospettiva, la strategia di specializzazione intelligente emerge come leva strategica per evitare che l’innovazione diventi un fattore di selezione territoriale, e per rilanciare il ruolo delle politiche di coesione come architrave di uno sviluppo europeo più equilibrato e inclusivo.
Il Futuro è Deep-Tech, ma l’accelerazione del modello competitivo richiama una riflessione sul rischio di divergenze territoriali