Pronto il rapporto Eurydice sull’insegnamento delle lingue regionali o minoritarie nelle scuole in Europa.

12 Giugno 2020

Eurydice, rete europea di informazione su politiche, struttura e organizzazione dei sistemi educativi europei sorta nel 1980 su iniziativa della Commissione europea, ha realizzato, per la seconda edizione dell’ European Education Summit promosso dalla DG UE per l’istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, il rapporto L’insegnamento delle lingue regionali o minoritarie nelle scuole in Europa con una panoramica delle lingue regionali o minoritarie parlate nell’UE, la cui versione in lingua italiana è disponibile qui.

Nell’Unione Europea le lingue autoctone regionali o minoritarie riconosciute e promosse dalle autorità educative dei rispettivi paesi sono oltre una sessantina e sono parlate da circa 40 milioni di persone. In molti di questi paesi esse hanno uno status ufficiale, sono cioè utilizzate a fini legali e amministrativi in aree specifiche del paese accanto alla lingua ufficiale.

Le autorità educative nazionali svolgono un ruolo fondamentale nella protezione e nella promozione delle lingue regionali o minoritarie: la maggioranza dei sistemi educativi nazionali dei 34 paesi che partecipano al programma Erasmus­+ (considerati ai fini del rapporto) fa infatti riferimento a lingue regionali o minoritarie nei propri documenti ufficiali relativi all’istruzione primaria e secondaria nelle scuole pubbliche e private  (curricola nazionali o programmi di istruzione, documenti di valutazione o esami nazionali, raccomandazioni che incoraggiano le scuole a offrire lezioni in tali lingue).  Inoltre, le scuole utilizzano diverse tipologie di politiche e misure per l’insegnamento delle lingue regionali o minoritarie: nella maggior parte dei paesi esse si concentrano sull’insegnamento della lingua, della storia e delle cultura delle comunità regionali o minoritarie, in altri, invece, le lingue regionali o minoritarie sono utilizzate come lingua veicolare di insegnamento per alcune o tutte le altre materie scolastiche, mentre in altri ancora le lingue regionali o minoritarie sono promosse anche oltre il programma scolastico. Infine, in alcuni paesi esistono politiche specifiche a supporto dello sviluppo delle scuole con insegnamento in lingue minoritarie.

 

Il rapporto Eurydice ha l’obiettivo di illustrare come l’insegnamento di queste lingue avvenga all’interno di un curriculum scolastico, presentando anche alcuni esempi di iniziative nazionali di supporto all’insegnamento di queste lingue nelle scuole in Europa, le quali, sfruttando i diversi background degli studenti, ambiscono ad aumentare la loro consapevolezza culturale e linguistica.

 

Il rapporto evidenzia come sia condizione necessaria l’esistenza di leggi e finanziamenti ad hoc, per garantire la disponibilità delle risorse utili a sviluppare l’insegnamento delle lingue regionali o minoritarie: tali risorse includono la formazione e il supporto per insegnanti di lingue regionali o minoritarie, materiali didattici pertinenti e risorse aggiuntive, quali centri culturali, siti web, mostre, ecc.

In conclusione, il rapporto Eurydice evidenzia – con alcuni esempi – il ruolo rilevante dei finanziamenti attraverso i programmi europei Erasmus+ ed Europa Creativa a sostegno dell’apprendimento delle lingue regionali o minoritarie, il cui impatto va a beneficio dei settori dell’istruzione scolastica, dell’istruzione superiore e della formazione professionale (VET) ma anche dell’apprendimento degli adulti, nonché dei settori culturale, creativo e audiovisivo, favorendo la mobilità delle persone e i partenariati transfrontalieri e transnazionali.

 

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