30 Ottobre 2019
A Udine l’evento in collaborazione con l’Università di Udine dedicato agli sviluppi dell’Energia Blu.
Cosa significa Energia Blu? Perché può essere importante per il Friuli Venezia Giulia? I risultati e i Progetti Pilota del Progetto Maestrale nella nostra regione.
Udine, mercoledì 30 ottobre – Ingegneria navale e biologia marina: il futuro dell’Energia Blu in Friuli Venezia Giulia si affida a due eccellenze regionali per contribuire allo sviluppo di nuove prospettive per questo particolare tipo di energia sostenibile, considerato dall’Europa sempre più strategico.
E’ quanto emerso oggi nel corso dell’evento “Dai combustibili fossili all’energia blu: tecnologie, progetti pilota e prospettive per il Friuli Venezia Giulia”, l’Open Conference dedicata alle energie rinnovabili dal mare, organizzata nell’ambito del progetto Interreg Med Maestrale in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, svoltasi questo pomeriggio a Udine, presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura (Aula gamma1, sede Rizzi, via delle Scienze 206).
Negli ultimi tre anni il progetto Maestrale ha creato una comunita` diffusa di oltre 150 stakeholders interessati al potenziale dell’energia blu nel nostro territorio, coinvolgendo istituzioni, accademici, esponenti dell’industria e della società civile. Da questo lavoro capillare, e da un crescente interesse regionale per l’economia blu tout court, sono emersi i punti di forza su cui il Friuli Venezia Giulia può contare per cogliere l’opportunità di ricerca e sviluppo offerte dall’Energia Blu.
La prima iniziativa guarda alla filiera regionale della componentistica navalmeccanica, con l’identificazione di un cluster regionale di aziende che possa “esportare” in altri mari la propria consolidata expertise nei suddetti settori, anche in virtù dei forti legami con le strutture FVG per la ricerca avanzata. Proprio dalle nostre aziende specializzate in componenti sia meccaniche che elettriche – può maturare la possibilità di contribuire direttamente all’avanzamento della tecnologia WEC – wave energy converter, vale a dire convertitore di energia dal moto ondoso, un settore su cui si stanno concentrando maggiormente gli sforzi di ricerca. E’ un tipo di tecnologia destinato a trovare largo utilizzo nei mari di altri paesi europei, offrendo inedite prospettive di mercato e business per il settore della componentistica della nostra regione.
La seconda azione pilota si concentra invece sulla coltivazione delle microalgae, settore in cui il Friuli Venezia Giulia può vantare esperienze ad altissimo tasso di innovazione, grazie al coinvolgimento di istituzioni come l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste. La coltivazione di microalgae grazie all’installazione di fotobioreattori rappresenta una delle più avanzate applicazioni della biologia marina. Si tratta di un settore considerato particolarmente strategico per le grandissime potenzialità di questi microorganismi, che trovano oggi larga applicazione nell’industria, dalla cosmetica alla nutrizione (superfood). La coltivazione di micro-alghe in fotobioreattori per la produzione di bio-combustibili rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti di questa innovativa filiera.
Se il mare Adriatico, quindi, non sembra adatto – sia per caratteristiche geografiche che per la presenza di movimento navi e di siti turistici di valore – ad accogliere impianti di grosse dimensioni per la produzione di energia su vasta scala, è vero che la nostre Regione è già pronta per offrire importanti spunti di ricerca e innovazione tecnologica in questo settore.
Il progetto europeo MAESTRALE, con un budget di oltre 2,4 mln. €, è co-finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, nell’ambito del Programma Interreg Med. MAESTRALE coinvolge 11 partner di 8 stati – Grecia, Italia, Spagna, Croazia, Cipro, Malta, Portogallo, Slovenia – con l’obiettivo di sviluppare una visione e una strategia comuni che sappiano valorizzare il Mediterraneo quale fonte d’energia sostenibile. Le due azioni pilota sono state individuate grazie all’osservatorio permanente regionale denominato Blue Energy Lab.
Per l’Italia, i BEL a livello regionale sono due, in Friuli Venezia Giulia e in Toscana, organizzati rispettivamente dall’Agenzia Informest, affiancata dal Distretto tecnologico marittimo MareFVG come partner tecnico, e dal Dipartimento Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente (Ecodynamics Group) dell’Università di Siena, che di Maestrale è capofila.
All’Open Conference di oggi si aggiungerà poi una serie di appuntamenti online, che saranno realizzati nel prossimo mese di novembre, dedicati alle tematiche della Blue Energy – processi e certificazione costruzione impianto off shore, best practices ed esperienze europee, opportunità di finanziamento.
Progetto Maestrale, Open conference:”Dai combustibili fossili all’energia blu: tecnologie, progetti pilota e prospettive per il Friuli Venezia Giulia”
https://maestrale.interreg-med.eu/
L’obiettivo principale di MAESTRALE consiste nella promozione e nello sviluppo di energia rinnovabile dal mare (energia blu) come settore chiave per una crescita sostenibile nell’area mediterranea, attraverso la creazione e la formazione di network transazionali tra i cluster innovativi. Inoltre, la creazione dei Blue Energy Labs (BEL) in ogni regione partner prevede la partecipazione di […]