16 Gennaio 2018
Le imprese culturali e creative hanno finalmente ottenuto un riconoscimento in legge. Non solo: il Parlamento italiano alla fine dello scorso anno ha deciso di destinare a questo genere di imprese un credito d’imposta pari al 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi. Il credito d’imposta è previsto “nel limite di spesa di 500.000 euro per l’anno 2018 e di 1 milione di euro annui per ciascuno degli anni 2019 e 2020 fino a esaurimento delle risorse disponibili”.
Ma cosa sono e come operano le imprese culturali e creative? In Italia si identificano così tutte le imprese o i soggetti che si occupino di ideazione, creazione, produzione, sviluppo, diffusione, conservazione, ricerca e valorizzazione o gestione di prodotti culturali. Questi ultimi sono intesi come beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati.
Entro 90 giorni dall’approvazione della legge, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, deve emanare un decreto che definisca “la procedura per il riconoscimento della qualifica di impresa culturale e creativa e per la verifica della sussistenza dei requisiti” nonché un decreto che determini i dettagli per beneficiare degli incentivi, alcuni dei quali concordati anche con il Ministro dello sviluppo economico.
http://www.interregeurope.eu/crehub/
Il progetto CRE:HUB mira a sviluppare e affinare politiche e strumenti in grado di creare un contesto regionale ed europeo favorevole alla crescita delle piccole e medie imprese nei settori culturale e creativo, considerate uno dei settori a più alto tasso di innovazione e capacità di contribuire in modo significativo al rafforzamento della competitività e […]