Il dramma degli Yazidi: la commozione e la solidarietà del Friuli Venezia Giulia

1 Giugno 2016

Il racconto della tragedia che ha colpito da due anni a questa parte la comunità degli yazidi, minoranza etnico-religiosa pre-mussulmana, che vive nella regione del Kurdistan iracheno, ha commosso l’intero Friuli Venezia Giulia.

Gli incontri che la delegazione yazida, guidata dalla deputata federale irachena, Vian Dakhil Saeed, ha avuto la scorsa settimana con le istituzioni e la cittadinanza della nostra regione hanno toccato il cuore di tutti: rappresentanti politici e semplici cittadini. I numeri del massacro di questa comunità sono impressionanti: tremila vittime, più di quattromila tra donne e bambini ancora schiavi dei terroristi islamisti, 420.000 sfollati nei campi profughi e un aiuto internazionale che non riesce a colmare neppure i fabbisogni primari dei sopravvissuti.

La delegazione yazida, accompagnata dal medico triestino Marzio Babille, attivo in Iraq per conto dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, ha chiesto al governo italiano e al Friuli Venezia Giulia un aiuto concreto.

Così, oltre alla commozione, la nostra regione ha mostrato anche la solidarietà. La Presidente Debora Serracchiani e l’Assessore all’Istruzione e alle Pari Opportunità Loredana Panariti hanno annunciato l’istituzione di borse di studio presso le università regionali per permettere a giovani donne yazidi, costrette a lasciare gli studi, a riprendere gli studi. E per i bambini la Regione potenzierà i ricoveri umanitari che vedono oggi sei piccoli yazidi in cura presso l’ospedale pediatrico “Burlo Garofolo”. Altri potranno arrivare per essere curati per patologie per cui attualmente non c’è soluzione nel loro paese.

Piccoli segni di una solidarietà concreta verso coloro che così pesantemente sono stati offesi dalla violenza, affinché possano rimpossessarsi della dignità e della speranza.

 

Yazidi

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