5 Febbraio 2026
Sabato 31 gennaio 2026, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Ferrara, si è tenuto l’evento “From the Margins to the Future: Vision, Voices and Values”, promosso dalla Cattedra UNESCO “Education, Growth and Equality” dell’Università di Ferrara.
L’incontro ha rappresentato un momento pubblico di chiusura della Summer School 2025 e, al contempo, di presentazione del programma 2026, offrendo uno spazio di riflessione condivisa sui temi delle marginalità, dello sviluppo equo e dei futuri sostenibili.
I lavori sono stati aperti con i saluti istituzionali del Dott. Antonio Patuelli, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e dell’Associazione Bancaria Italiana, del Prof. Andrea Lenzi, Portavoce della Rete delle Cattedre UNESCO Italiane e Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Dott. Salvatore Capasso, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del CNR, e della Dott.ssa Fernanda Moroni, Dirigente del Settore Tecnico “Qualità delle acque, biodiversità e sviluppo sostenibile” dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po. La relazione introduttiva che ha sinteticamente presentato i risultati dell’anno accademico è stata svolta dal Prof. Patrizio Bianchi, Chairholder della Cattedra UNESCO “Education, Growth and Equality”.
Di seguito la Prof.ssa Valentina Mini, Coordinatrice della Cattedra UNESCO, ha illustrato il percorso svolto, inquadrando le prospettive future.
Nel corso del pomeriggio, i relatori hanno ripercorso i principali risultati della Summer School Itinerante 2025, dedicata al tema “Dentro le Marginal Areas in Developed Areas: conoscere, stimolare e praticare il cambiamento”. Il progetto ha attraversato diverse aree del Paese – da Fabriano a Soverato, fino a Udine – analizzando processi di marginalizzazione e rigenerazione attraverso casi di studio e osservazioni empiriche, dal Nord al Sud Italia.
L’elemento che ha contraddistinto il percorso è stato l’approccio transdisciplinare e partecipativo, che ha affiancato alla ricerca strumenti espressivi come teatro, regia condivisa e musica, coinvolgendo in particolare i giovani e le comunità locali nell’immaginare nuovi scenari di sviluppo sostenibile.
L’occasione ha rappresentato l’opportunità per restituire e valorizzare il dialogo con il territorio avviato a Fabriano, nelle Marche e perseguito a Udine, in Friuli Venezia Giulia. Il quadro emerso nell’appuntamento udinese e stato presentato da Graziano Lorenzon che ha illustrato, in una sintesi ragionata, gli interventi degli stakeholder raccolti nella tappa “friulana”, organizzata dalla Regione con il supporto di Informest. Il contributo, oltre a restituire una lettura integrata delle posizioni emerse ha anche evidenziato priorità, criticità e prospettive condivise dai diversi attori coinvolti. Inoltre, ha anche rafforzato il ruolo degli stakeholder nei processi di riflessione e costruzione di conoscenza sulle dinamiche che interessano le aree MAiDAs.
La discussione ha fatto emergere con chiarezza la necessità di rafforzare le capacità di lettura delle dinamiche territoriali, in particolare nei contesti marginali, dove le criticità strutturali tendono a intrecciarsi con processi di lungo periodo come lo spopolamento, la fragilità dei servizi e la limitata accessibilità. In questo quadro, il Programma EPSON si configura come uno strumento strategico per approfondire l’analisi evidence-based di tali fenomeni, favorendo il ricorso a dati comparabili, metodologie avanzate e chiavi interpretative utili a cogliere le specificità locali all’interno di una prospettiva europea.
Si è dunque condiviso che l’utilizzo di EPSON può contribuire a rendere più mirate ed efficaci le scelte di policy, superando approcci uniformi e poco sensibili alle differenze territoriali. In vista della prossima programmazione europea, appare dunque fondamentale avviare politiche specifiche e differenziate, capaci di valorizzare i potenziali dei territori marginali e di rispondere in modo strutturale alle criticità espresse, integrando analisi, governance multilivello e strumenti finanziari adeguati.