Dopo lunga attesa la Commissione europea ha presentato il 19 ottobre scorso il piano “Connecting Europe Facility” per lo sviluppo delle reti infrastrutturali europee sino al 2020.

Si tratta della ridefinizione della rete infrastrutturale europea TEN-T definita sin dagli anni '90 del secolo scorso, ma che trascorsi due decenni presentava numerosi deficit su cui intervenire con modifiche e integrazioni, tenuto conto sia dell'evoluzione dell'UE, ampliatasi ad altri paesi che delle differenti condizioni socio-economiche creatasi in questi anni.

Le scelte fatte da Bruxelles sostengono lo sviluppo di una rete trasportistica su due livelli, uno prioritario destinato a rappresentare l’ossatura della rete europea (strutturato in 10 direttrici), e uno territoriale destinato a integrare il primo con le reti nazionali e regionali.

Per quanto riguarda la regione Nord Adriatica, è stato confermato il suo ruolo strategico in qualità di terminale meridionale del Corridoio Baltico-Adriatico, riconoscendo quindi l’importanza della linea ferroviaria Pontebbana, attualmente sottoutilizzata, con Trieste avente come funzione di porto prioritario assieme a Venezia e Ravenna. Per quanto riguarda invece la direttrice ferroviaria (Milano) Venezia-Trieste (Slovenia), la situazione resta meno delineata; sono confermate nel loro complesso le previste opere ferroviarie, ma i tempi di realizzazione restano meno definiti.

Una versione estesa dell'articolo è disponibile nella sezione "Conoscenza" del sito.



Commenti

#1 Progetto Unicredit Maersk per rilanciare la nostra portualità. I contenuti del progetto sono apprezzabili ed alquanto condivisibile ma di non facile soluzione, poiché l'economia del mare con le sue variegate sfaccettature" è stata da troppo tempo dimenticata dai nostri Governanti Politici e Amministratori. Non facili soluzioni poiché il Legislatore negl'ultimi decenni sembra abbia perseguito delle logiche "che poco o nulla" avevano a che fare con le esigenze di crescita di un Paese che avrebbe voluto e dovuto ammodernare le proprie infrastrutture, per consentire alla nostra portualità di essere in grado di mantenere il passo con i suoi più diretti competitori e cercare nel contempo di spostare un po' più a sud verso il Tirreno e l'Adriatico il baricentro del Sistema Trasportistico Comunitario. Purtroppo ora noi paghiamo le conseguenze per le gravi non scelte del passato, non scelte che di fatto hanno reso problematico sia l'ingresso dei capitali privati che l'individuazione di alcuni siti ideali sui quali poter concentrare e convogliare gl'indispensabili massicci investimenti per creare due o tre nuovi Hub Portuali, per poter gestire alcune tipologie di traffici "tra i quali anche le merci containerizzate" che ormai non potevano più essere adeguatamente trattate nei porti storici propriamente detti. Per poter guardare serenamente al futuro e materializzare quelle che penso siano le nostre giustificate e comprensibili ambizioni e recuperare un significativo ruolo sulle scene internazionali, bisogna metter mano ad alcune farraginose normative che attualmente regolano - le bonifiche - il recupero di ampi spazi al mare - ed i dragaggi - per poter pianificare e realizzare le grandi opere, "sburocratizzando e velocizzando" l'iter che intercorre tra la progettazione e la loro realizzazione. Norme che di fatto stanno impedendo oppure penalizzando in termini di costi e tempi di cantierizzazione la concreta possibilità che anche a casa nostra come peraltro succede in Europa ed in giro per il Mondo si possano realizzare nuove e moderne Infrastrutture sia Viarie gomma/rotaia che Portuali, Norme che se in tempi ragionevolmente contenuti non saremo in grado di modificare la nostra competitività sui mercati sarà purtroppo perennemente compromessa "in quanto le nostre infrastrutture saranno molto più costose e nasceranno sempre tendenzialmente già obsolete" e quindi non saremo mai in grado di consentire un adeguato interfacciamento tra i nostri Scali e quelle che sono le mutevoli e crescenti esigenze operative dei flussi merceologici e dei vettori che l'Armamento sta mettendo in linea sulle Rotte Intercontinentali. Il progetto "Unicredit Maersk" contempla la realizzazione di un moderno Superporto che sia in grado di supportare i probabili e notevoli flussi merceologici generati dal Corridoio N° 5 Barcellona/Kiev e dal corridoi Baltico/Adriatico, la moderna infrastruttura dovrebbe creare le condizioni per far si che l'Alto Adriatico possa diventare uno dei fulcri di riferimento della Portualità Comunitaria, penso sia quindi auspicabile che questa operazione possa andare realmente in porto poiché l'incremento dei flussi merceologici nei nostri mari darebbero certamente una corposa spinta sia alla Portualità Italiana che alle economie del nostro territorio. In mancanza di nuove infrastrutture anche il Corridoio Baltico e destinato a rimanere purtroppo una scatola semivuota in quanto da solo non potrà certamente mai fare miracoli, poiché soltanto se sarà adeguatamente supportato da moderni Terminal Portuali potrebbe in futuro veicolare notevoli volumi di traffico relativi a quei flussi merceologici che per loro natura e destinazione dovrebbero rientrare nei nostri naturali mercati di riferimento e quindi soddisfare quella che è sempre stata una nostra giustificata e comprensibile ambizione "riuscire a spostare un po' più a sud verso L'Alto Adriatico il baricentro del Sistema Trasportistico Comunitario" per poter beneficiare dei rilevanti e variegati ritorni economici ed occupazionali generati dalla logistica di porto e retroporto. Penso che se i Politici gli Amministratori ed i comuni Cittadini del Nord/Est saranno in grado di lasciar perdere gelosie sospetti e i deleteri campanilismi che in passato non ci hanno consentito di poter guardare oltre l'ombra dei nostri campanili, forse saremo in grado di far si che nelle nostre terre si possano creare le condizioni ideali per poter sperare che il Progetto non prenda altre strade per approdare in altri lidi e che quindi su quell'opulento treno in transito dalle nostre parti targato "Superporto Unicredit Logistica/ Maersk" ci possa essere in futuro un posto a sedere anche per noi. Brunello Zanitti Giuliano
inviato da BRUNELLO ZANITTI Giuliano il 03/12/2011 alle 22.39

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